Firenze
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Firenze

Florentia, colonia romana, è diventata nel corso dei secoli libero Comune, culla del Rinascimento, città del Granducato, capitale del Regno d'Italia.

Nell'era quaternaria un lago sorgeva al posto della città; in seguito emerse una pianura, attraversata da est a ovest dall'Arno, poco abitata per millenni. Nel VII e VI secolo a.C. gli Etruschi si insediarono sulle alture circostanti e costruirono Fiesole, limitando a sporadiche occasioni la presenza nelle zone pianeggianti. Furono i Romani, nel primo secolo a.C., a dare senso e consistenza ad alcuni piccoli insediamenti che si trovavano al posto dell'attuale centro storico; modellarono una colonia, che chiamarono Florentia, sullo schema a pianta quadrata del castrum, l'accampamento militare chiuso da una cinta fortificata. La scelta era caduta su un punto in cui il fiume è meno largo e quindi più facilmente attraversabile. Per centinaia di anni la città restò un centro di secondaria importanza, fino a quando dopo i secoli bui delle presenze barbariche, tornò nel XII secolo a svilupparsi come libero comune. Il governo passò di volta in volta da ristretti gruppi di potere a compagini a forte partecipazione popolare, con la costante della grande influenza esercitata dalle corporazioni mercantili e dei mestieri, le Arti, protagoniste di conflitti anche molto aspri, che videro anche in campo le fazioni dei Guelfi, sostenitori del papa, contro quelle dei Ghibellini, che appoggiavano l'imperatore. Il potere fu a lungo in mano ai Medici, potente dinastia di banchieri che conservò il dominio di Firenze e della Toscana per più di tre secoli, durante i quali la città divenne uno dei centri artistici e culturali più importanti d'Europa. Nel 1737 ai Medici subentrarono gli Asburgo Lorena, che governarono con lungimiranza e avvedutezza la città e la regione (con la parentesi dell'occupazione napoleonica dal 1799 al 1814) fino al 1860, anno in cui la Toscana entrò a far parte del Regno d'Italia, di cui Firenze dal 1865 al 1871 fu capitale provvisoria. Le sorti della città si legarono da allora a quelle di tutto il resto del Paese. Il capoluogo subì durante la seconda guerra mondiale notevoli danni, sia per i bombardamenti angloamericani, sia nel corso della ritirata tedesca. Il 4 novembre 1966 una grande inondazione dell'Arno provocò enormi danni al patrimonio abitativo e soprattutto a quello artistico e storico, suscitando un vasto moto di solidarietà nazionale e internazionale intorno alla città.
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