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Lugnano in Teverina

Lugnano si erge su un colle roccioso, circondato da una catena di monti costantemente verdi e facilmente accessibili. Il Tevere lambisce le sue terre e dall'alto delle mura si gode uno splendido panorama. Il territorio è per lo più collinoso, si estende per circa 3000 ettari tra coltivazioni cerealicole, vigneti ed oliveti dai quali viene prodotto olio extra-vergine di finissima qualita'; il clima è sempre mite e l'aria è salubre.

In epoca romana è uno dei luoghi più importanti del cosiddetto "agro-amerino-romano", dalla Via Amerina fino a Guardea. Tutto cio' risulta documentato sia da scoperte archeologiche, i cui numerosi reperti sono conservati in un Antiquarium (della Villa romana di Poggio Gramignano), che dalla letteratura latina (Plinio il Giovane decanta queste terre nelle sue opere). Nell'alto e basso medioevo Lugnano presenta uno sviluppo piuttosto singolare, diventando comune intorno al 1000. Nei secoli XI e successivi tanti sono i signori di Lugnano: i duchi di Montemarte (intorno al 1000), i conti Bovaciani di Todi (1147), un Guido senza nome in qualita' di visconte (1204), un Tebaldo Vagliante visconte (1216), gli Orsini (primi anni del secolo XIV), Tommaso di Alviano (1370). In realta' questi personaggi vanno considerati come "defensores" (difensori), ai quali i Papi affidavano la difesa dei loro territori e terre. Signori e padroni della terra di Lugnano sono sempre i Papi, facendo essa parte del patrimonio di San Pietro.

Nella contesa tra Guelfi e Ghibellini Lugnano dipende da Orvieto; si schiera contro Todi ghibellina a cui sottostavano Amelia e i Signori di Alviano, proprietari di Alviano, Guardea e Attigliano. Documentata da una bolla di Gregorio IX (1 Aprile 1239) e' la vittoria dei lugnanesi e degli orvietani contro Todi ed Amelia che avevano attaccato Lugnano. Le mire espansionistiche di Todi, per il controllo del Tevere, fanno si che Lugnano rimanga isolato con il solo sbocco verso Orvieto e i castelli oltre il Tevere.

Nel 1449 per volontà di di Pio II (Enea Silvio Piccolomini) vengono restaurate le mura della Terra di Lugnano, la spesa comunque e' a carico della Comunita'. Nel 1497 e' Bartolomeo d'Alviano che mette a ferro e fuoco la Terra di Lugnano. Il fatto si rinnova nel 1502 per opera dei fratelli di Bartolomeo, l'abate di S. Valentino, Bernardino e Aloisio di Alviano. Nonostante tutto, la Comunita' reagisce e sotto la spinta rinnovatrice di Giulio II si dota del compendio organico degli Statutari ordinamenti, che risalgono al XI secolo: lo statuto della Terra di Lugnano (1508). Esso contempla e regola ogni aspetto della vita sociale, delle interrelazioni tra Comunita' e singoli e nei minimi dettagli di vita, di lavoro, di animali e di territorio.

Nel 1600 inizia la discesa del Comune, provocato dalla perdita del senso di "comunita" e dall'emergere di una oligarchia di poche famiglie nel governo del Comune, che si accaparrano i beni del Comune per arricchirsi. Si sussegueno un progressivo detoriamento e un indebitamento costante che provoca poverta' nella popolazione. La situazione non cambia nel 1700 e nel 1800. In questi anni interviene a sostegno della popolazione il Capitolo della Collegiata di S. Maria che, durante la Repubblica Romana e il Regno di Napoleone, impegna gli argenti della chiesa per comprare il grano per il pane. Dalla metà del XIX secolo si riattiva il senso comunitario e iniziano le cause giudiziarie contro i Vannicelli e i Bufalari per il recupero dei beni comunitari di cui si erano appropriati. Queste cause giudiziarie terminano con la "Transazione Vannicelli" (10 giugno 1910) e la costituzione della universita' agraria (23 Aprile 1913), che diventa proprietaria di circa 800 ettari di terra.

Agli inizi del 1900 gli abitanti di Lugnano erano 2243, all'interno del paese 785, nella campagna, quasi tutti contadini, 1458. Scoppia la Prima Guerra Mondiale con 35 caduti di Lugnano, poverta', malattie come spagnola e la tubercolosi. Il regime fascista sconvolge Lugnano e la seconda Guerra Mondiale porta ancora sofferenze e lascia nella popolazione divisioni e rancori.

Ma Lugnano della Teverina, nonostante tutto, mantiene la sua bellezza, la sua salubrita', il fascino della sua Chiesa e delle sue strutture, il suo ambiente incontaminato e accogliente.
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