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I segreti della Cascata delle Marmore
  • 05/08/2020
  • Miriam
  • To see: landscape & places
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I segreti della Cascata delle Marmore

NUMERI
Tutti sanno che con i 165 metri totali è la più alta cascata artificiale d'Europa.
Conoscete altri numeri?
83 metri l'altezza del salto maggiore.
Circa 1200 ore di apertura annuali.
In soli 5 minuti di apertura il getto d'acqua di 120 litri al secondo raggiunge la portata massima di 16 mila litri al secondo!
Circa 500 mila visitatori ogni anno, 2 ingressi, 5 sentieri, 3 punti belvedere!

NATURA
La natura che circonda la cascata è decisamente rigogliosa, la straordinaria ricchezza biologica è riconosciuta in Europa come Zona di Protezione Speciale.
Vi si trovano forme primitive vegetali come alghe azzurre e verdi, muschi, licheni, numerose piante acquatiche e terrestri come le felci.
Le specie zoologiche sono delle più varie: insetti, anfibi, pesci, rettili, piccoli mammiferi e uccelli.
Gli appassionati di birdwatching possono osservare specie rare o uniche in Italia quali il Merlo acquaiolo e la Ballerina gialla che si alimentano lungo le sponde del Nera, le migrazioni invernali del Martin pescatore, la Rondine montana e il Passero solitario che nidificano nelle nude pareti rocciose.
L'aspetto naturale più incredibile e meno conosciuto però è quello sotterraneo.
Nel belvedere superiore si trova il pianoro dei "Campacci di Marmore" formatosi dalle acque del Velino che stagnavano nell'area fino al 271 a.C.
Nel ventre di queste rocce, un poroso impasto di travertino, si sono formate grotte naturali decisamente suggestive.
Calandosi all'interno della montagna è possibile leggere la storia geologica dell'area: una grande varietà di fossili vegetali, esili filigrane coralliformi e possenti strutture stalattitiche e colonnari, distribuite in un irregolare alternarsi di cunicoli e gallerie dove la luce filtra creando dei giochi incredibili.
Un'escursione speleologica inusuale e avventurosa.

I segreti della Cascata delle Marmore

STORIA
La Cascata è una straordinaria opera di architettura risalente al 271 a.C. quando il Console Romano, Manio Curio Dentato, ordinò la bonifica della valle reatina del Velino, un'area di acquitrini impossibile da vivere.
Tramite la costruzione di canali artificiali il corso del fiume venne deviato verso il fiume Nera, tra le non poche proteste degli abitanti di Terni che temevano inondazioni dovute alla enorme massa di acqua.
Per raccogliere le acque e deviarne il flusso, nel corso dei secoli, sono stati costruiti diversi canali (Cava Curiana, Cavo Reatino o Gragoriano, Cava Paolina, Cava Clementina).
Pochi sanno però che i canali richiedevano continui interventi di manutenzione e che la potenza delle acque causava allagamenti e disastri in Valnerina.
Solo nel 1787 le alluvioni cessarono. Per volontà di Papa Pio VI fu chiamato l'architetto e ingegnere Andrea Vici che creando il Canale Pio, intervenne direttamente sui balzi conferendo alla Cascata l'aspetto odierno: 3 balzi, un flusso di acqua regolare e una potenza suggestiva!

I segreti della Cascata delle Marmore

MITO E LEGGENDA
La leggenda della Cascata delle Marmore vede protagonista la bellissima ninfa Nera che si innamorò perdutamente del pastore Velino, suscitando però la gelosia di Giunone.
La Dea, per vendetta, trasformò Nera in un fiume: fu in quel comento che l'innamorato, deciso a seguirla a tutti i costi, si lanciò dalla rupe di Marmore formando il grande salto che possiamo ammirare alla Cascata delle Marmore.
Pochi invece conoscono la leggenda dello "gnefro" il folletto o gnomo che, nella cultura popolare della città di Terni popola la Valnerina.
Lo gnefro è una creatura di bassa statura (meno di un metro) che vive in gruppo, insieme ad altri folletti, nei pressi della Cascata delle Marmore a ridosso delle acque del fiume.
Il folletto è dotato di picoli poteri magici che usa per fare scherzetti e dispetti ma senza nuocere particolarmente.
Lo gnefro esce soprattutto di notte e si diverte a spaventare i viandanti: alcune volte appare con le sembianze di un grazioso bambino altre con quelle di un terribile gnomo rugoso!
Per alcuni lo gnefro è un vero e proprio portafortuna da tenere in casa!

I segreti della Cascata delle Marmore

ARTE
La Cascata richiama da sempre turisti e visitatori e tra i tanto si annoverano vere e proprie personalità. Plinio, Cicerone, Papi, Galilei, Vittorio Alfieri, Ferdinando II, la Regina Madre di Napoli, Gioacchino Belli, Lord Byron e, come affermato recentemente, Leonardo Da Vinci che rappresentò la Cascata e il paese di Papigno nel dipinto "Paesaggio con fiume" del 1473, conservato a Firenze.
Basti pensare che nel XVIII e XIX secolo la Cascata delle Marmore era una tappa obbligata del Grand Tour verso Roma.
Pochi sanno invece che, fra il '700 e l'800, la Cascata divenne una delle mete predilette per un incredibile numero di pittori europei appartenenti alla corrente dei "Plenaristi".
I pittori "en plen air" amavano dipingere paesaggi dal vero, all'aria aperta, molto prima dell'avvento della fotografia.
Tra questi Turner, Corot, Courbet, Granet, Bidauld, Verstappen, Blechen, Palm le cui opere si trovano oggi in tanti musei del mondo.
Per ammirare dal "vivo" i dipinti è stato creato un Museo diffuso dei Plenaristi.

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